Una breve inchiesta sul mondo, ovvero il mercato, della droga in
Europa e limitrofi, copiato e rimontato dalla Relazione sulla Droga 2016
edita dall' Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze
(EMCDDA) e integrato da vari articoli di stampa. Dichiaro subito che non ho fini
nè proibizionisti nè antiproibizionisti, il Diritto è qualcosa di relativo, io per me farei l'eutanasia di tutte le
merci capitalistiche e comincerei a produrre in modo umano per soddisfare i
bisogni umani così come si manifestano nel tempo e nello spazio.
Poichè
tutte le merci capitalistiche si producono e circolano per riportare profitto, le merci -o i servizi- illegali sono un
punto di vista privilegiato, per l' alto valore estratto in pochissimo tempo, attraverso cui scoprire le stesse elementari
regole sottostanti al "normale" funzionamento economico. Le droghe come
i pannolini, le mafie internazionali come corporate, in più, e a più livelli, una moltitudine di piccoli imprenditori, penso ai piani bassi dello spaccio, che sgomitano per farsi luce cioè competono con i concorrenti; se si ragiona alla
Saviano, attraverso la dicotomia businnes legale/illegale, forse il
meglio va perso.
Nella mole di dati forniti dal rapporto, abbastanza pallosa, emerge la tendenza delle company che gestiscono il traffico di stupefacenti a livello mondiale a portare verso i consumatori molecole sempre più pure o "enhanced" e ad imporre al consumo le sostanze le cui rotte sono di volta in volta più facili da tenere aperte.
Questo aspetto, quello delle rotte, non viene sviluppato nel rapporto: si accenna appena alle nuove rotte russo-baltica e caucasica-Mar Nero per l'eroina afgana; nulla sulla produzione di marijuana albanese e kossovara; nulla sulla aumentata produzione di hashish libanese e siriano che entra dalla storica rotta balcanica -usata da decenni per eroina e armi; per la cocaina nulla sulla recente rotta che da Colombia, a volte passando dal Venezuela, approda per via aerea o marittima nelle polveriere dell' Africa occidentale e poi in Libia. Corruzione politica, guerra, tecnologie, migranti: tutto serve al businnes!
A supplire alle difficoltà delle mutevoli situazioni geopolitiche lo sviluppo di coltivazioni "a km zero" per quanto riguarda cannabis e, si ipotizza, papavero da oppio poi trasformato in loco (come facevano i marsigliesi e i siciliani già negli anni '70), oltre ai tradizionali laboratori che sfornano molecole sintetiche sempre più forti e sempre nuove, in parallelo e in certa connivenza con l' industria farmaceutica.
Dal punto di vista del consumo la tendenza è sommare contemporaneamente l' assunzione di più droghe: canapa, eroina, cocaina, MDMA, metamfetamina, cannabioidi, per tacere del classico alcool a go-go; di tutto di più pur di scappare via da una realtà invivibile - per cascare in una uguale e che si farà ben presto peggiore.---
L’analisi qui presentata descrive un mercato europeo della droga che si conferma resiliente, con alcuni indicatori, per la cannabis e gli stimolanti in particolare, attualmente in ascesa. Nel complesso, dai dati relativi all’offerta si evince che la purezza o la potenza della maggior parte delle sostanze illecite sono elevate o in aumento. La maggioranza dei recenti dati relativi all’indagine sulla prevalenza mostra a sua volta modesti aumenti nel consumo stimato delle sostanze stupefacenti più comunemente assunte. Il mercato della droga è inoltre più complesso: oltre alle droghe tradizionali, infatti, i consumatori hanno a disposizione nuove sostanze, vi sono segnali che i farmaci stanno acquistando maggiore importanza e i modelli di poliassunzione sono la norma tra coloro che hanno problemi di droga. Gli sforzi di interdizione sono messi a dura prova dal fatto che la produzione di cannabis, droghe sintetiche e persino alcuni oppiacei e nuove sostanze psicoattive ora avviene in Europa, vicino ai mercati dei consumatori.