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domenica 9 giugno 2019

For what it's worth - il massacro di Pechino





 There's something happening here
What it is ain't exactly clear


Proseguendo nella linea editoriale modello "gazzettino finanziario mondiale", ho trovato questo bel grafico che ci illustra che il nero sull' economia capitalistica è appena agli esordi, prima che l' accordo sul commercio fra USA e Cina saltasse:

"Il mercato nel mese di Maggio ha fatto suonare la sveglia un po per tutti: "Houston, abbiamo un problema." Ed a mio parere la Fed può pure tagliare n volte... ma l' impatto a questo giro sarà molto debole nei fatti, se non buono per fare (appunto) qualche rimbalzello per un po' di brivido in più. Questo lo dico perché la tipologia di slowdown che si trovano di fronte stavolta non è un semplice rallentamento fisiologico da fine ciclo... ma è un qualcosa di autoinferto... qualcosa che impatta sulle supply chains costruite negli ultimi 20/25 anni e che avrà, se non si fermano in tempo, degli impatti epocali sulla geografia dei flussi commerciali e sulle architetture di interi sistemi paese. Insomma, non è per nulla uno scherzo. Le banche centrali possono al massimo attutire (forse) l' impatto ma il botto lo si sentirà certamente. Hai voglia a tagliare i tassi... se il global trade collassa (come sta accadendo dati alla mano...) purtroppo hai poco da fare."

Ora cambiamo argomento, ma non troppo, perchè tutto si tiene. Dal sito Chinafiles una ricostruzione di Tian' anmen (e scopriremo che è meglio chiamarlo "il massacro di Pechino" ) 30 anni fa, in quel particolare 1989, quando parecchi operai e molto pochi studenti si stufarono di una vita invivibile, così com' è sottoposta agli scossoni che ogni fase dello sviluppo capitalistico impone ovunque. Tutti vogliono vivere in pace, solo che per i più proprio non si può.---



Crediamo un po’ tutti di sapere qualcosa di quanto è successo in Cina, in particolare a Pechino, trent’anni fa. Classifichiamo genericamente i «fatti di Tian’anmen» come caratterizzati da proteste e richieste di riforme democratiche da parte degli studenti e dalla dura risposta del Partito comunista che portò al «massacro di Tian’anmen».
Sappiamo anche che Pechino ha cancellato quelle giornate dalla storia: non se ne parla, non se ne può parlare, non si trova niente al riguardo sulla rete cinese «armonizzata», ma non sarà più facile trovare un giovane cinese che ne sappia qualcosa. Questi sono tutti fatti piuttosto noti. In verità, però, nelle giornate di maggio e giugno 1989 confluirono molti più elementi.
Intanto in piazza c’era molta gente, studenti e non solo. Certo, le storie dei «leader» della piazza pechinese hanno avuto ampia attenzione mediatica anche anni dopo i fatti: alcuni sono riusciti a scappare, grazie alla solidarietà di molte persone; alcuni hanno raggiunto Hong Kong e da lì sono poi volati negli Stati Uniti.


domenica 19 maggio 2019

Il capitalismo non è eterno

È per sottrarsi a questo fato minaccioso che uomini, che, or sono quarant'anni, non vedevano salute che nel libero scambio,
oggi invocano con fervore il protezionismo pur tentando mascherarlo coi nomi di «commercio leale» e di reciprocità di tariffe. 


Alla fine il trade deal USA-Cina non è andato in porto, e comunque non sarebbe stata che una tregua. Le avvisaglie sono state quei inaspettati cedimenti americani sulla vitale questione della proprietà intellettuale, annunciati a fine aprile. Una finta, in realtà si chiedeva che  la Cina ammettesse implicitamente il furto e l' hackeraggio di brevetti USA. I cinesi si sono incazzati e hanno fatto saltare il banco. A me sembra che sia una prova di forza dei cinesi che forse ipotizzano di ridiscutere la questione con un altro presidente americano.

La risposta dura su Huawei degli americani e poi in controrisposta la svalutazione dello yuan, unitamente ad una asta di obbligazioni 10 anni americane andata vuota, hanno definitivamente chiuso la trattativa. In seguito a questo anche l' apertura di un fronte europeo dei dazi da parte di Trump è rimandata, questa è una buona notizia per gli europeisti.

Si chiude con questo articolo tratto dall' ultimo numero on line di n+1, il sito è quinterna.lab. Trovo che la rivista, radicata nelle vicende della sinistra comunista italiana, sia  un ottimo punto di vista per guardare al nostro complicatissimo presente, gravido di difficoltà come di possibilità. Devo dire che a volte vi trovo un uso disinvolto del marxismo, ma fa niente. Preziosa la visione di insieme che si offre, in particolare di una politica che letteralmente non gliela fa più a starci dietro.



Nella migliore delle ipotesi l'inconsistente anticapitalismo odierno si basa su di una critica morale a una cattiva ripartizione del reddito. L'operaio sarebbe sfruttato perché pagato "poco". Subito dopo, nella corrente scala dei valori, viene la teoria del cosiddetto attacco padronale: il capitalismo sarebbe un sistema taroccato per avvantaggiare i capitalisti a spese dei lavoratori. C'è chi dice, addirittura, che siccome nella formula del saggio di profitto il capitale costante e quello variabile (impianti e salari) sono al denominatore di una frazione, i capitalisti tramerebbero a favore della guerra generale, in modo da riequilibrare il sistema distruggendo capitale e ammazzando operai.

domenica 16 dicembre 2018

L' incerto futuro del WTO

" La catena è costituita da anelli che alternano accordi e conflitti in un ritmo sempre più rapido dove le stesse potenze stabiliscono alleanze pacifiche per una zona mentre sono in conflitto per un'altra. "


Articolo ottimo esempio di come le regole borghesi cristallizzano una situazione pratica precedente alle regole stesse e quindi sempre alla rincorsa rispetto ad essa, rispetto alle rapide, sempre più rapide, evoluzioni della prassi sociale capitalistica. Trump così ha aperto un contenzioso per ora formalmente giuridico con il WTO, ma potenzialmente eversivo per le sorti dell' organizzazione.
Il mio interesse per il commercio globale è finalizzato a cercare di farmene una mappa e con essa un' idea del complicato gioco del rapporto fra le varie monete, legato a sua volta a doppio filo ai flussi finanziari al seguito delle merci. Se un giorno ci arrivassi, il fine ultimo sarebbe avvicinarmi a comprendere meglio l' esportazione di capitale, là dove il profitto estorto si fa interamente rendita - o tasso d' interesse. Evangelicamente, le vie dell' imperialismo sono infinite.
La scadenza del 10 dicembre cui si fa cenno nell' articolo è passata: gli sherpa del capitale riuniti a Buenos Aires, come previsto dal giornalista, sono giunti ad un bel nulla di fatto.---

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha le sue armi puntate oggi sulla Cina, ma una guerra più grande si sta preparando alla World Trade Organization - dove è in gioco il futuro del sistema commerciale globale. Negli ultimi due anni, gli Stati Uniti hanno bloccato le nuove nomine all' organo di appello dell'OMC, di fatto la corte suprema dell'organizzazione per le controversie commerciali. E a meno che non vengano stabilite nuove nomine entro il 10 dicembre 2019, la compagine della corte scenderà al di sotto del numero necessario per decidere sui casi. In effetti gli Stati Uniti stanno minacciando di mettere in secondo piano il coronamento dell'OMC - un forte meccanismo di risoluzione delle controversie - dando al resto del mondo solo un anno per offrire concessioni sulla riforma negli Stati Uniti, per cercare altre opzioni o per affrontare un mondo dove il meccanismo si disintegra. Con l'ascesa di un nuovo potere globale - la Cina - l'amministrazione Trump potrebbe aver già deciso che questo strumento commerciale, una reliquia dell'era della Guerra Fredda, non merita di essere aggiornato.