sabato 31 ottobre 2015

Ammazzafegato


E' vero, la disoccupazione al 11,8% -e nell' area euro è un punto meno- non sembra essere di per sè un problema ingestibile per l'ordine sociale vigente, si campa dei gruzzoli passati  accumulati dalle famiglie. Nel 2007 pensavo che i risparmi durassero meno e si avesse prima di oggi qualche vera fiammata, invece i piccoli capitali passati, con piccole rendite urbane e non, e le pensioni sembrano sopperire a salari e stipendi all osso, oppure nulli, o parziali e neri

 'A nuttata non è per ora passata, rimane per le borghesie il punto dirimente di operare altra distruzione di capitale perchè a tutt'oggi quella già incorsa sembra essere insufficiente a risolvere i problemi di redditività al capitale industriale, non solo nelle economie mature ma pure in quelle che aspirano a uscire dal momento industriale più pionieristico -che si intreccia ad un certo punto con una qualità capitalistica bassa, l' imperialismo dei capitali esteri a bassa composizione organica e, oppure, della semplice fornitura di materie prime, parecchio esposta a rischiosità dal punto di vista del valore.

La capacità del Capitale di  opporre controtendenze non necessariamente belliche alle sue interne contraddizioni è obbiettivamente, storicamente fondata, va osservata e non sottovalutata

Allo stato attuale non ci sono segni che i grandi  riusciranno a stabilire equilibri politici minimamente duraturi, l'economia e la finanza per ora la influenzano poco pure i dirigenti del PCC, come dimostrato dalla crisi di agosto, tanto per fare un esempio di mano dirigista per definizione. Ci sono sul tavolo problemi mai affrontati a questo livello, consustanziali ma mai posti ad uno stadio così alto d'integrazione del mercato mondiale, e poi alla borghesia di solito basta risolvere i propri di problemi

Pensare che il debito che le banche centrali di tutto il mondo, dall' Europa all' Australia, stanno emettendo non diventi prima o poi un "pagherò" inesigibile da parte di un creditore -che quindi s'incazza-  è a mio avviso suggerire che la competizione tra nazioni capitalistiche sia una specie di scherzo

La concorrenza fra grandi holding oligopolistiche non toglie centralità agli stati nazionali anzi la richiede come supporto e arbitrato politici. La guerra costa tanto: per ora, dove si può, si affilano le armi  del soft power e si rafforza l'orgware, la società nel suo complesso, in vista del prossimo rilancio nella competizione per l'accaparramento del plusvalore globale.

2 commenti:

  1. Uno dei paradossi è che il più grande debitore globale (USA) ha una posizione nei confronti dei debitori (soprattutto: la Cina) che anche qualora quest'ultimi s'incazzassero, troverà (per il momento) il modo di tranquillizzarli.

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  2. new normal, si cerca il posizionamento migliore

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