venerdì 3 novembre 2017

Un Like per amico

In questo bel post di Olympe i commentatori hanno giustamente sottolineato  il succo della questione

Provo a rispondere per me

La novità del capitalismo odierno è il tutt'uno composto da rapporti di produzione e forze produttive."Le forze produttive sono più che mai mediate dai rapporti di produzione; forse così completamente che essi proprio per questo appaiono come l’essenza; si sono completamente trasformati in una seconda natura." Per questo oggi il lavoro non solo è ancora la base reale dell' accumulazione, ma più estesamente è replicare il rapporto di sfruttamento e dominio in ogni momento, capillarmente.

Questo intendo come Sua rivoluzione sociale



Nel novecento la classe operaia e genericamente il proletariato si percepiva come una "merce", una "cosa", e l' alienazione era Charlot che diventava l' ingranaggio della macchina. Facile da avvertire, relativamente facile da rifiutare. C' era una cesura ancora aperta nel quadro d' insieme da cui l' antagonismo di classe, per contrapposizione, poteva sgorgare. Non entro nel merito.

La gigantesca e preponderante nuvola della circolazione monetaria ha cambiato questa percezione dell' oggettività sociale. Più difficile da avvertire, e ancora di più da rifiutare, è l' essere un valore tra i valori, alternativamente in via di valorizzazione o meno.

Contro questo movimento non ci si difende in nome di qualcosa che è passato e che forse esisteva solo in quanto reale congedo da un antico mito. Non si tratta di difendersi, resistergli, così si ritarda semmai il venire a galla della dialettica che in questa relazione è comunque autonomamente contenuta.

E quali sono i  "cenni" visibili dei nuovi rapporti sociali? Essi non hanno a che fare con la share economy o il melting pot multietnico, che sono in continuità, più sottile ma non meno disumana, con i vigenti rapporti di produzione e proprietà. Eppure la storia, in quanto concetto unitario, trova spunti e luogo attraverso questa ricca e ambigua fenomenologia.


4 commenti:

  1. Sono molto d'accordo sul fatto che "resistergli" non serve a niente, anzi, peggio: illude si possa controllare il movimento del capitale. La cosa più importante, forse, sarebbe riuscire a comprendere, per intero, che tale movimento non è affatto un movimento naturale. Epperò il capitalismo "maturo" fatica a cadere dall'albero da solo.

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    1. le mie parole erano un invito a godere del nostro tempo, per quanto possibile e alla faccia della maledizione sociale che incombe fitta: una teoria rivoluzionaria appropriata non scaturisce da posizioni di retroguardia

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  2. N.B. Non pubblicare questo "appunto". Charlot e non Charlotte... :-D Vedi a cosa servirebbe avere un recapito mail, anche di comodo, tipo lozittito chiocciola qualcosa.

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