sabato 23 febbraio 2019

Il debito sia con noi



Il protezionismo è, nella migliore ipotesi, una vite senza fine, e non si sa mai quando sbarazzarsene.Proteggendo un'industria, direttamente o indirettamente danneggiate tutte le altre e quindi dovrete proteggere anche queste. Ma in tal modo danneggiate a sua volta l'industria che avete protetta per la prima e siete tenuti a compensarla: ma questo compenso reagisce come prima su tutti gli altri commerci, onde spetta a questi un compenso, e cosi via all'infinito.


Ovunque piovono pietre,  prima sugli italiani però. Fitch non ha declassato per ora nè il nostro debito nè l' outlook ma la situazione è ipertesa. Gli investitori internazionali vogliono rassicurazioni che dopo le europee cada questo governo e se ne faccia uno di centro-destra, con politiche volte ad non incrementare ulteriormente il rapporto deficit/pil all' interno dei paletti posti dalla crescita economica reale, mica le baggianate raccontate da Conte, Di Maio e Tria, che Salvini manda volentieri allo sbaraglio politico. Seguono le parole di un trader che ben riassumono la situazione italiana proiettandola nella attuale configurazione geopolitica, il confuso articolo sotto invece  è di Claudio Antonelli scritto per La Verità, ma che io ho scaricato da Dagospia.---

"Servono urgentemente aiuti che possono venire da vari paesi , in un periodo molto complicato che ci attende (rating in arrivo, elezioni europee, crollo del PIL e relativa manovra correttiva, spread, emissioni sul primario, ecc). Ragionavamo sul fatto che siamo facilmente ricattabili dai mercati, e dai governi che hanno in mano i timoni della finanza mondiale. Che siamo al tempo stesso un entità too big to fail ma anche , per questo essere molto ingombranti, anche una leva enorme da manovrare per interessi strategici all interno dell EU e nel mediterraneo. Concludevamo che la tenuta del sistema italia sarà determinata non solo dall' andamento della nostra economia tout court ma anche dalle alleanze internazionali che il governo riuscirà a tessere nei prossimi mesi."

Il numero due della Lega, Gian Carlo Giorgetti, non parla mai solo per dire una cosa. Di solito ogni messaggio ne contiene due. L' uscita sul rischio di andare incontro a una manovra correttiva da almeno 15 miliardi non solo annunciava la necessità di preparasi già ora alla stesura del Def, documento di economia e finanza, con cui il governo getta le basi per la manovra di fine ottobre. E al tempo stesso era l' amo per avviare un dialogo diretto con banche d' affari, fondi d' investimento e pure gli hedge, che di solito scommettono contro la nostra Borsa. Si tratta di capire quali siano le aspettative o - perché no - i suggerimenti in vista della stesura del Def. Sarà un periodo caldissimo.

Piena campagna elettorale per le europee per di più quasi a ridosso della consegna delle liste elettorali. I toni contro l' Europa saranno alti e pure aspri, ecco che Giorgetti preferisce portarsi avanti ed evitare che il dialogo con le banche estere cada durante i picchi delle dichiarazioni e del tira e molla tra Bruxelles e gialloblù.[ gialloblu ??...gialloverdi !]

A poco serve l' intervento del ministro, Giovanni Tria. «Il documento di economia e finanza verrà presentato secondo i termini di legge, vale a dire entro il 10 aprile», ha detto aggiungendo che «parlare di eventuale manovra correttiva risulta alquanto prematuro a poco più di due mesi dal confronto con le istituzioni europee che hanno valutato positivamente la manovra di bilancio a seguito del negoziato».

Anzi motivo in più per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio per essere il 25 a Londra. Rigorosamente a porte chiuse, il meglio della City, a cominciare dagli uomini del fondo Elliott e del fondo Mandarin, ascolterà e interrogherà Giorgetti - come la Verità ha già anticipato lunedì - il vicegovernatore di Bankitalia Fabio Panetta, il capo di Ubi Banca, Victor Massiah, e i numeri uno di Unicredit e Banco Bpm, ovvero Jean Pierre Mustier e Giuseppe Castagna.

L' invito ai finanzieri è arrivato dall' ambasciatore a Londra, Raffaele Trombetta, e dallo studio di avvocati Legance, al quale il ministero dell' Economia ha affidato l' organizzazione del meeting. Dopo aver parlato alla piazza finanziaria londinese, partirà per gli Usa. Appuntamenti a Chicago, Boston e New York. A fare da tramite su suolo statunitense sarà Bank of America Merrill Lynch, istituto d' affari che spesso ha finanziato candidati repubblicani alla corsa per la Casa Bianca. La banca avrebbe già assicurato una serie di incontro a porte chiuse con fondi pensionistici, private equity e pure fondi hedge. Le domande saranno concentrate sulla prossima manovra, sul futuro di Tim e pure sulla questione dell' oro di Bankitalia.

La Lega con il sostegno dei 5 stelle ha avviato un iter parlamentare per modificare la legge in materia valutaria, contenuta nel decreto presidenziale 148 del 31 marzo 1988. Obiettivo è dare una nuova interpretazione sul detentore dei lingotti. Secondo il promotore, Claudio Borghi, si interpreta nel senso che la Banca d' Italia gestisce e detiene, ad esclusivo titolo di deposito, le riserve auree, rimanendo impregiudicato il diritto di proprietà dello Stato italiano su dette riserve, comprese quelle detenute all' estero.

Una modifica rilevante del testo metterebbe in allarme gli investitori esteri che vedono in Bankitalia un ruolo di cuscinetto rispetto a qualunque decisione presa non tanto dal Parlamento ma dal governo. Giorgetti non risulta molto entusiasta dell' iniziativa sull' oro e dirà evidentemente la sua agli investitori esteri. I quali in ogni caso avranno interessi molto più concreti rispetto all' oro. Anche negli Usa sono estremamente interessati a capire quali posizioni prenderà lo Stato (attraverso Cdp) sulla partita che vede coinvolti i francesi di Vivendi, gli americani di Elliott e la contro parte pubblica di Open Fiber.

Ovviamente ad aleggiare su tutto ci sono i rapporti dell' Italia con l' asse atlantico e di ciò Giorgetti parlerà ampiamente il 28 sera. I membri del Consiusa, fondato da Gianni Agnelli, si riuniranno per affrontare il tema delle prossime elezioni europee e l' impatto che avranno nei rapporti con gli Usa, con passaggi specifici sulle future sfide della cybersecurity e dell' intelligenza artificiale. Le scelte tecnologiche del nostro Paese sono sempre più fondamentali per l' equilibrio Est Ovest. Un solo esempio il 5G ai cinesi. Ieri Luigi Gubitosi [di TIM] è stato all' ambasciata Usa. La settimana prossima Giorgetti sarà subissato di domande al riguardo.




9 commenti:

  1. eccoli qui i poteri forti che governano il pianeta, e che non vanno a chiacchierare dalla gruber o da vespa

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    1. sono riluttante davanti alla definizione "poteri forti", che ovviamente esistono

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  2. e quindi Egregio Signor zittito, come andrà a finire questa faccenda che un po' tutti sono indebitati con molti ?

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    1. solo un coordinamento a livello planetario potrebbe disinnescare la mina vagante del debito
      ma il capitalismo non può negare la sua natura antagonistica senza diventare qualcosa d' altro

      se, per disperazione e stupidità e non per lungimiranza, ci appellassimo agli enti statuali come mediatori fra grande capitale e massa della popolazione mondiale, scriveremmo un programma politico che si colloca fuori dalla storia da un secolo

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    2. per enti statuali, cosa intende di preciso?

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    3. non è che può fare domandine evitando di dire come la sua

      comunque, ente statuale è il nucleo dello stato considerato mettendo in secondo piano la momentanea volatilità politica, quello che chiamano deep state

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    4. mi perdoni , mica volevo far domandine ...era giusto per capire la frase.
      La mia paura è che sul breve periodo le cose cambino pochino.
      Penso che a qualche grossa economia il sistema vada ancora bene : vogliono crescere e questo sistema , unito a un bel po' di dittatura, sembra andare bene , almeno finchè crescono.
      Un crollo degli us, lo vedo poco possibile sul breve periodo - un loro ripensamento ancora piu' difficile: ce l'hanno nel dna e devono accumulare un altro po' di tempo prima di potersi guardare indietro e prendere spunto, per quello che vuol dire guardarsi indietro e prendere spunto.
      Alla fine i problemi del capitalismo mi sembra che vengon fuori quando il capitalismo è abbastanza maturo : nei tempi passati , mi sembra che giunti al dunque si cercasse di esportare il problema fuori, qualche guerra o qualche impero
      Chiaro , son solo un ingegnere meccanico, quindi ho le idee parecchio confuse, però sono a contatto con gente su tutto il globo, e questi mi sembra che accettino ancora lo stato delle cose senza problemi.
      In cina , almeno tra i miei conoscenti,si fanno un po' di problemi sul fatto se ne valga la pena di avere questo sistema , ma in oriente non brillano troppo per cambiamenti repentini della società: e dico società in quanto il sistema economico che si accetta è comunque un fatto sociale.
      Concordo che aspettarsi il cambiamento dal deep state è difficile: a loro lo status quo può andare anche bene.
      vedremo, tante cose stanno cambiando.

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    5. la ringrazio per i commenti

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    6. mi sa che soono uscito un pò freddino, intendevo dire "la ringrazio veramente"

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